Mi occupo della segreteria di Portofranco da diverso tempo, il momento dell’iscrizione al Centro di Aiuto allo Studio è molto importante.
Durante il colloquio con i ragazzi e i genitori tentiamo di comprendere i reali bisogni, le difficoltà che emergono più o meno velatamente.
Difficoltà in una materia specifica, difficoltà più generali perché legate ad un complicato approccio allo studio, difficoltà che investono la sfera personale, familiare, relazionale.
Ciò che sempre mi fa riflettere, alla fine di ogni iscrizione, sono le preoccupazioni che trapelano dalle parole dei genitori, un po’ smarriti, un po’ arrabbiati, un po’ tediati dalla scuola e un po’ dagli ingiusti insegnanti.
Qualche giorno fa tornando dal turno in segreteria di Portofranco ho incontrato la mamma di un ragazzo che frequenta il centro dall’anno scorso.
Contenta di avermi incontrata, esordisce dicendo che desiderava proprio ringraziarci tanto, anzi tantissimo perché suo figlio quest’anno stava cominciando ad ingranare, l’anno scorso aveva faticato molto perché non riusciva in autonomia ad organizzarsi ad organizzare lo studio, doveva essere sempre lei a sollecitarlo a richiamarlo, tanto che sempre lei lo aveva accompagnato, quasi a forza, ad iscriversi a Portofranco.
Mi racconta che l’anno passato è stato duro anche per lei perché l’aveva colta una difficoltà non indifferente a relazionarsi con il figlio, continui scontri e incomprensioni.
Invece quest’anno, continua la signora, è lui che si preoccupa di fare le prenotazioni delle lezioni quando gli servono, e mi dice che si trova bene, e che non ha bisogno di altro aiuto come io gli avevo proposto, perché a Portofranco si trova proprio come a casa sua.
Anche se vedo che la strada è lunga, vi devo ringraziare perché lui sta crescendo anche grazie a voi, e io sono un po’ più tranquilla.
Patrizia Fioriti